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Il Carnevale di Acireale, il più bel carnevale di Sicilia - dal 3 al 20 febbraio - il programma

29-gen-2007

Il Carnevale rappresenta da sempre una festa del popolo che si contrappone alle festività religiose ufficiali. E’ un momento dell’anno solare in cui vige la più assoluta libertà e tutto diviene lecito (o, almeno così ci tramandano le tradizioni e le fonti più antiche che possediamo e che riguardano questa festa).

Un tempo, nei giorni dedicati al Carnevale, in tutta la penisola ogni gerarchia decadeva per lasciare spazio alla maschera e al riso, allo scherzo e alla materialità. Il Carnevale era anche uno strumento utilizzato dalle classi dirigenti con funzione di controllo sociale sulle classi meno abbienti laddove, in periodi di stenti e privazioni o di un controllo forte e capillare della Chiesa sulla vita delle persone a tutti i livelli si concedeva, al popolo minuto, l’esplosione di una rabbia e di una frenesia incontrollata, una esuberanza che spesso poteva portare ad atti di intemperanza o dissolutezza.

Per le classi dirigenti e gli aristocratici era un periodo di vacanza e di libertà di costumi prima del periodo più difficile dell’anno, quello della Quaresima quando si osservavano quaranta giorni di digiuno o privazioni alimentari e non solo.

L’etimologia più avvalorata della parole Carnevale vuole che quest’ultima derivi dalla contrazione della espressione latina Carnem levare e riguardante il divieto ecclesiatico che proibiva il consumo della carne durante la Quaresima i quaranta giorni che precedono la Pasqua. Tuttavia la festa rimanda a riti pagani e in particolar modo ai riti di passaggio dall’inverno alla primavera.

Gli Egizi ad esempio, 4000 anni fa, si concedevano un periodo di feste e riti pubblici in onore della dea Iside che presiedeva alla fertilità dei campi e simboleggiava il perpetuo rinnovarsi della vita. Il carnevale greco veniva invece celebrato in varie riprese tra l’inverno e la primavera con riti e sagre in onore di Dioniso (per i Romani Bacco), Dio del vino e della vita. Ad Atene, tra il 15 marzo e il 15 aprile si tenevano Le Grandi Dionisiache, feste grandiose nelle quali non mancava l’aspetto orgiastico e frenetico. Presso i Romani i Saturnali furono la prima espressione del Carnevale, perdendo gradualmente il più antico significato rituale, assunsero l’impostazione di feste popolari alcuni caratteri delle quali sopravvivono nelle tradizioni di varie zone della nostra penisola. “Semel in anno licet insanire” (“Una volta all’anno è lecito non avere freni”) era lo spirito che animava le classi dirigenti latine con la concessione e l’illusione ai ceti più umili di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti, concedendo loro di poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto. Una utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali allo stesso modo del “Panem et Circenses”.

In Sicilia sono molte e diffuse le tradizioni legate al Carnevale ma, possiamo affermare con certezza, che il topos che più si ripete è quello legato alla realizzazione di grandi carri allegorici e quello del mascheramento che si fa burla dei potenti con una preponderante vis satirica e polemica.

Il Carnevale più noto è quello che si svolge ad Acireale (CT). E’ considerato il Carnevale più bello di Sicilia cresciuto in mezzo allo splendore di un’architettura tardobarocca che ha fatto da cornice allo svolgersi delle parate dei carri allegorico-grotteschi, di quelli infiorati e dei gruppi mascherati per più di tre secoli.

Quest’anno il Carnevale acese si svolgerà da sabato 3 febbraio a martedì 20 febbraio con una miriade di appuntamenti accomunati dal divertimento e dalla leggerezza.

Il Carnevale di Acireale vanta una lunga tradizione. Da alcuni documenti, i mandati di pagamento ad esempio, si ha la certezza che la ricorrenza venne festeggiata alla fine del XVI secolo, il documento più antico relativo al Carnevale risale infatti al 1594. All’epoca la manifestazione non aveva una organizzazione ma possedeva invece un carattere spontaneo nonostante alcuni indizi portino a pensare che fosse abbastanza sentita e rinomata e la partecipazione della popolazione era quasi totale.

Così come avviene attualmente ad Ivrea, nel corso del 1600 ad Acireale, nei giorni di Carnevale si svolgevano della battaglie di arance e limoni. Il gioco continuò per anni finchè nel 1612 un bando della Corte Criminale di “Jaci” vietò ai cittadini, di qualunque ceto di giocare al lancio di agrumi a causa di danni alle persone e alle cose che si erano verificati negli anni precedenti.

La tradizione dei carri allegorici comincia ad Acireale tardi rispetto alla sua prima comparsa nella penisola. L’idea di costruire dei carri allegorici venne proposta da papa Alessandro VI Borgia (meglio noto con il soprannome di Valentino) nel periodo del suo pontificato (1492-1503) e in Sicilia il primo carro allegorico fece la sua comparsa a Palermo durante il carnevale del marzo del 1601. Il soggetto rappresentava il Dio Nettuno intorno al quale danzavano personaggi che impersonavano le sirene.

Ad Acireale, sebbene la lavorazione della cartapesta abbia origini antiche poichè veniva utilizzata per la realizzazione di opere sacre, la tradizione dei carri allegorici in cartapesta non cominciò fino alla prima metà del 1800. Da quel momento gli acesi rinnovarono, di anno in anno, la tradizione con lavori sempre più sofisticati che escono dalle mani di abili artigiani pieni di estro, arguzia e fantasia.

Nel 1667 in Sicilia si ha la comparsa di una maschera chiamata ABBATAZZU. I protagonisti indossavano una grande parrucca bianca, abiti di damasco ricchi di fronzoli e decorazioni e portavano in mano dei volumi dai quali leggevano poesie grottesche e maliziose. Secondo molti storici la maschera ironizzava sulla classe sociale del tempo e in special modo sull’abate vescovo di Catania Mons. Michelangelo Bonadies nella diocesi del quale ricadeva la cittadina.

Subito dopo il terremoto del 1693 fu emanato un decreto che vietava ogni festeggiamento ma lo spirito carnascialesco del cittadino acese prevalse sulla drammaticità della situazione e fece sì che, pochi anni dopo,agli inizi del Settecento, ricominciassero i festeggiamenti per il Carnevale.

All’inizio del Settecento fanno la comparsa altre due tipi di maschere i BARUNI che indossavano una cappa, un cappello a cilindro, nastrini multicolori, colletti inamidati e movenze grossolane. Facevano il verso all’aristocrazia.

I MANTI invece sono le maschere che hanno avuto più successo, nel tempo, durante il Carnevale di Acireale. Coperti da grossi mantelli di seta nera che celavano l’identità sono paragonabili alle BAUTE della tradizione veneziana. Successivamente la maschera dei MANTI fu sostituita dal DOMINO, una variante con le stessa caratteristiche ma con abiti meno ricchi. Entrambe le maschere subirono per un per lungo tempo un bando per motivi di sicurezza dal momento che non era infrequente che i malviventi approfittassero della maschera e della folla per compiere furti e altre malefatte.

Nel 1930 per la prima volta si vedono dei carri allegorici adornati di fiori. Questo è il primo passo verso la realizzazione di “carri infiorati” che acquisiscono una fisionomia ben definita nel dopoguerra. Negli anni ’50 e ’60 una ventata d’aria nuova al Carnevale di Acireale venne dalla realizzazione dei LILLIPUT, carri allegorici o infiorati in miniatura sui quali siedono i bambini.

In quel periodo, oltre agli spettacoli tradizionali, venivano organizzati dei giochi poolari in Piazza Roma, nel quartiere dei Cappuccini. Uno dei più noti era il gioco della N’TINNA, una sorta di albero della cuccagna. Un altro gioco che richiamava folle di curiosi o di golosi era A MANCIATA N’TA MAIDDA nel quale i giocatori con le mani legate dietro la schiena dovevano mangiare dentro una enorme MAIDDA piena di maccheroni al sugo, salsiccia e polpette.

Nel 1992 il carattere di spontaneità e di iniziativa privata lascia il posto all’organizzazione istituzionalizzata: l’onere di organizzare il carnevale è sostenuto dall’Azienda Autonoma della Stazione di Cura di Acireale.

Dal 1996 per la prima volta il Carnevale di Acireale ha la Lotteria Nazionale assieme a quelli di Viareggio e Putignano.

Il Carnevale più bello di Sicilia comincia con la consegna delle chiavi della città al Re Burlone che presiede al Carnevale e con la sfilata dei gruppi mascherati e delle band comiche. Ogni anno si ripete il teatro delle meraviglie, un grande libro aperto con una miriade di argomenti esilaranti, un contesto, quello del circuito barocco che amplifica le emozioni del Carnevale che si svolge tra le strade, sotto i balconi scolpiti con mascheroni e grottesche che fanno le linguacce e si burlano dei cittadini e della folla di turisti e, da più di due secoli, custodiscono e partecipano ai segreti del Carnevale di Acireale, il più bello di Sicilia.

PROGRAMMA

Sabato 3 febbraio
Ore 17,00 - Grande parata di apertura. Consegna delle chiavi della città a Re Burlone. Sfilata di Gruppi mascherati e bande comiche.
Ore 21,00 - Concerto in Piazza Duomo.

Domenica 4 febbraio
Ore 12,00 - Piazza Duomo: Carri allegorico-grotteschi in parata.
Ore 16,00 - Sfilata di carri allegorico-grotteschi, gruppi mascherati.
Ore 21,00 - Concerto in Piazza Duomo.

Sabato 10 febbraio
Ore 16,00 - Piazza Duomo: Raduno dei Gruppi mascherati scolastici.
Ore 17,00 - Concorso “Scuole in Maschera”, sfilata di Gruppi mascherati scolastici.
Ore 21,00 Cabaret e Musica in Piazza Duomo.

Domenica 11 febbraio
Ore 12,00 - Piazza Duomo: Carri allegorico-grotteschi in parata.
Ore 16,00 - Sfilata di carri allegorico-grotteschi, gruppi mascherati.
Ore 21,00 - Spettacolo musicale in Piazza Duomo.

Giovedì 15 febbraio
Ore 20,30 - Concerto in Piazza Duomo.

Venerdì 16 febbraio
Ore 10,00 - Piazza Duomo: “Le Scuole in festa” con la partecipazione degli Istituti Superiori.
Ore 16,00 - Concorso “Bambini in Maschera".
Ore 20,30 - Piazza Duomo: "Ballando a Carnevale" con la partecipazione delle scuole di danza acesi.

Sabato 17 febbraio
Ore 10,00 - Lungo il circuito: Concorso “Scuole in maschera” - Sfilata di Gruppi mascherati scolastici.
Ore 16,00. - Lungo il circuito: Sfilata di carri infiorati e allegorico-grotteschi, gruppi mascherati.
Ore 21,00 - Concerto in Piazza Duomo.

Domenica 18 febbraio
Ore 11,00 - Lungo il circuito: Carri allegorico-grotteschi in parata.
Piazza Europa: Carri infiorati in mostra.
Ore 15,30 - Piazza Duomo: Sfilata di carri allegorico-grotteschi ed infiorati.
Ore 21,00 - Spettacolo musicale in Piazza Duomo.

Lunedì 19 febbraio
Ore 16,00 - Piazza Duomo: Sfilata di carri infiorati, gruppi mascherati.
Ore 20,30 – Concerto in Piazza Duomo.

Martedì 20 febbraio
Ore 12,00 - Lungo il circuito: Carri allegorico-grotteschi in parata.
Piazza Europa: Carri infiorati in mostra.
Ore 16,00 - Sfilata di carri allegorico-grotteschi e infiorati.
Ore 21,00 - Piazza Duomo: Spettacolo musicale.
Ore 23,00 - Premiazione.
Ore 23,30 - Fuochi d’artificio, Rogo del Re Carnevale.

Altre iniziative
** “XI Concorso Carri in miniatura”.
** Numero Unico di Carnevale a cura del Circolo Universitario, rivista satirico-umoristica.
** 40° Concorso Cinefotografico Tempo di Carnevale a cura del Cinefoto Club Galatea.
** Concorso “Bambini in Maschera”.
** Campionato di Scacchi a squadre "Trofeo di Carnevale 2007".
** X mostra sul Carnevale - Concorso di disegno su cartolina postale.
** Annullo postale “Il più bel Carnevale di Sicilia 2007".
** 5° “Trofeo Rotellistico Nazionale Carnevale Acese 2007”.
** “Il ballo degli anziani”.
** 3^ Coppa Carnevale 2007 - Gara automobilistica.

Per info:
http://www.carnevaleacireale.com/

Dove alloggiare:
http://www.siciliano.it

Letture: 22755

Commento di Daniele del 16 feb 2007

ALLORA INCOMINCIAMO COL DIRE DOVE SONO FINITI I SOLDI X LUNA PARK? POI VI STATE ACCORGENDO CHE C'è SEMPRE MENO GENTE?VOGLIAMO MIGLIORARE QUSTO CARNEVALE ?SEMPRE PEGGIO!.cordiali saluti aspetto una vostra risposta

Commento di massimo nastasi del 16 feb 2007

Non e' affatto vero che il il carnevale in questione e' il piu' bello di sicilia, lo sara' per i carri sicuramente, o per altro, ma da qui a denigrare gli altri carnevali, addirittura, ce ne passa. Sono stato a Viareggio, a Venezia, a Cento e anche ad Acireale, e le assicuro che l'euforia che si avverte nel carnevale di Sciacca con quel continuo tentennare di colpi di martellino, colpi atti non a far male ma giocare armoniosamente col prossimo, beh, non mi sono mai divertito cosi' tanto. Avete i carnevali a mio avviso piu' belli d'Italia, non parlarne sarebbe davvero un peccato. Un Romagnolo

Commento di un'esperto del 18 mar 2007

il piu' bello...termine ONORIFICO KE NESSUN ALTRA CITTA' PUO'VANTARSI!! :P

Commento di Irraneula del 01 mar 2008

I’d prefer reading in my native language, because my knowledge of your languange is no so well. But it was interesting! Look for some my links:


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